Oltre la Tela
Possono le GAN davvero resuscitare le grandi menti del passato?
Oltre la Tela

Nel mondo del cinema siamo ossessionati dalla ri-creazione. Ma mentre utilizziamo abitualmente la CGI (Computer-Generated Imagery) per ringiovanire gli attori, l’intelligenza artificiale sta ora proponendo un’alchimia totalmente diversa. Siamo nel pieno dell’era GAN (Generative Adversarial Network), e questo sta cambiando la nostra definizione di originalità.

Il “Nuovo” Rembrandt

Abbiamo tutti letto i titoloni su The Next Rembrandt. Utilizzando un algoritmo di deep learning alimentato con 346 dipinti del maestro olandese, i ricercatori non si sono limitati ad applicare un filtro per imitarne lo stile pittorico; hanno insegnato alla macchina a comprendere la sua geometria, l’uso della luce e la profondità della pennellata. Il risultato è stato un capolavoro stampato in 3D, sorprendentemente autentico.

Ma come regista mi chiedo: perché fermarsi a quello che gli occhi vedono? Perché non arrivare a riportare in vita l’intero pensiero?

La logica di Aristotele resuscitata

Se una GAN può apprendere la grammatica visiva di un pittore, siamo ormai a pochi anni dall’applicare lo stesso dialogo generativo/avversativo alla grammatica intellettuale dei piú grandi pensatori della storia.

Immaginate di fornire ad una GAN specializzata nella generazione di testi tutti gli scritti e i frammenti sopravvissuti di Aristotele. Una rete (il Generatore) tenta di scrivere un nuovo trattato di etica; l’altra (il Discriminatore) lo confronta con la logica, la sintassi e le strutture filosofiche aristoteliche note. Attraverso questo conflitto interno, potremmo teoricamente estrarre una nuova opera sulla politica contemporanea scritta con il rigore analitico del Liceo. Non leggeremmo più soltanto Aristotele; collaboreremmo con la sua skiá, l’ombra, digitale.

Il prossimo Perrault: la fiaba automatizzata

Lo stesso vale per Charles Perrault. Il padre della fiaba moderna possedeva un preciso DNA morale nella sua scrittura. Nel mio campo stiamo esplorando come le GAN possano generare infinite variazioni di folklore. Potremmo istruire la macchina a scrivere la prossima Cenerentola — non una parodia, ma una storia che rispetti esattamente gli archetipi ritmici e tematici perfezionati da Perrault nel XVII secolo.

Il “proxy” creativo

Non siamo ancora arrivati allo stadio dell’Intelligenza Generale — questo appartiene ancora alla fantascienza. Ma stiamo entrando nell’era del Proxy Creativo. Stiamo costruendo strumenti che non si limitano a cercare nella storia, ma la estrapolano.

Oggi la domanda per noi creativi non è piú se una macchina possa essere un’artista. La vera domanda è: se possiamo riportare in vita lo stile di un genio, come possiamo assicurarci di non perdere l’anima della narrazione?