L’autrice Fu Qianqian (付茜茜) ha scritto nel suo libro: “Nel processo di visione di un film stereoscopico, gli occhiali 3D, lo spazio di proiezione, il luogo della visione e i sistemi di supporto ambientale costruiscono insieme la forma stessa dell’esperienza stereoscopica”.
Questo rivela una tesi profonda: nel cinema stereoscopico, il film, l’ambiente e l’individuo non sono entità separate, ma facce diverse della stessa medaglia.
Durante la visione, il corpo, i sensi e la percezione dello spettatore non sono elementi esterni, ma le pietre angolari che edificano lo spazio. Quando l’umano reale tenta di percepire un mondo virtuale, nasce una sorta di “senso virtuale reale”. Il cinema, quindi, non è piú solo una coordinata fisica, ma uno strato di “epidermide culturale” che riveste l’immaginario collettivo.
Se avete provato, come me, l’esperienza di un film in 3D per più di tre ore, probabilmente condividiamo la stessa sensazione.
Oggi come oggi, l’esperienza 3D si perde spesso dietro la troppa tecnologia. In un cortometraggio il trucco regge, ma in una narrazione di tre ore, la frammentazione degli stimoli sensoriali fa spesso crollare l’immersione in un istante. Questo “tradimento tecnologico” è, in sostanza, una disconnessione tra il pensiero creativo e l’esperienza spaziale.
Il modello cinematografico attuale ha forse imboccato una strada sbagliata? In un momento in cui molte risorse delle sale restano inutilizzate, abbiamo urgente bisogno di un cambio di paradigma completo.
Il cinema del futuro non dovrebbe essere una fredda sala di proiezione, ma uno “spazio di percezione vivente” capace di accoppiarsi profondamente con l’anima del film. Dobbiamo prevedere dei “vuoti percettivi” per il pubblico già nella fase iniziale della creazione, permettendo alle attrezzature della sala di evolversi da “elementi di disturbo” a “potenziatori sensoriali”.
Solo quando tra creatore e spazio di proiezione si raggiungerà un’intesa definitiva, riusciremo a trovare quella via d’uscita, scomparsa da tempo, capace di attraversare davvero lo schermo. L’evoluzione della tecnologia cinematografica e il cambiamento delle forme creative scateneranno inevitabilmente un cambiamento dei supporti spaziali; non si tratta solo di una trasformazione della percezione, ma di una rivoluzione dell’intera industria.